domenica 12 luglio 2009

I mulini ad acqua di Caltavuturo

I mulini ad acqua hanno avuto un grande sviluppo in Sicilia, specie sulle Madonne. La loro origine si colloca in pieno medioevo ed è vero che Edrisi segnalava numerosi mulini ad acqua tra Termini e Cefalù, frutto della cultura che gli arabi ebbero dell’acqua. La non disponibilità di venti ed la non costanza di regimi fluviali hanno consentito solo l’utilizzo di mulini a ruota orizzontale o verticale, collocati tutti lungo uno stesso corso d’acqua costituendo la ”flomaria molendinorum”. Spesso i mulini sono collocati ogni 100 – 200 metri in modo da sfruttare al meglio l’energia idrica, specie se l’acqua è poca, in questo modo si ha il mulino supranu (di sopra) ed il mulino suttanu (di sotto).

A Caltavuturo … si segnala la presenza di un’unica flomaria molendinorum costituita dal torrente Caltavuturo, lungo cui si hanno due siti diversi ognuno con due mulini, rispettivamente di Gazzara e di Griùali.

Da un’eventuale sopralluogo si denota lo stato di degrado e di abbandono in cui versano i mulini di Caltavuturo, che rappresentano quella che fu l’attività molitoria di molti secoli a partire dal medioevo arabo – normanno al secolo scorso. Si spera soltanto che qualcuno in futuro possa riportare queste testimonianze al loro originario splendore, in modo che i giovani possano riappropriarsi di quella memoria nella quale si fonda l’identità caltavuturese.

Giuseppe Romana

SPLENDORE DI BISANZIO

Nell’immaginario corrente Bisanzio è associato a un’idea di raffinatezza e crudeltà perpetrate in un’interminabile età di decadenza. Eppure gli specialisti hanno cercato di far giustizia di un cliché tanto fuorviante quanto ingiusto, sì che non possiamo che rallegrarci delle opere di divulgazione che aggiornano il grande pubblico sullo stato della ricerca. L’ultimo riguardo alla Nuova Roma è Imperatori di Bisanzio (Bologna, Il Mulino 2008) di Giorgio Ravegnani, professore all’università Ca’ Foscari di Venezia: con stile fluido ed elegante l’illustre studioso ci introduce a un aspetto affascinante e suggestivo di questa civiltà, cioè la vita dell’imperatore e della sua corte. Il percorso si snoda lungo quattro dotti ma piacevoli capitoli che rendono conto dell’immagine dell’autocrate «romano e cristiano» (pp. 11 – 26), della successione al trono (pp. 27 – 84), della figura dell’imperatrice (pp. 85 – 104) e infine della vita di corte (pp. 105 – 166). Quindi una comoda cronologia orienta il lettore non specialista nell’intricata storia dell’impero bizantino. E, per chi voglia approfondire la problematica, risulterà utile un’aggiornata bibliografia. Ravegnani ha scritto un manuale brillante e ricco di gustosi aneddoti, come p. es. la serie dei «concorsi di bellezza» per la scelta delle sovrane, pratica che fu in uso per secoli e che consentì a molte splendide fanciulle povere di sperare in una favolosa promozione sociale. E, a dire il vero, tante altre curiosità troverà il lettore interessato, godendo di un’avventura intellettuale che lo arricchirà di un’erudizione preziosa e peregrina. Giacché l’uomo colto, deve infatti, per definizione, sapere un po’ tutto.

Rosario Pollina

mercoledì 8 luglio 2009

DI RITORNO DALL’ASSEMBLEA SULLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA ALL’ARS

Martedì 7 luglio ’09 si è svolta la riunione riguardo la privatizzazione del servizio idrico nella provincia di Palermo. Ci siamo riuniti nella Sala Gialla dell'Assemblea Regionale Siciliana. I relatori erano gli onorevoli: Panepinto (PD), Leontini (PDL), Cracolici (PD), Leanza (MPA), Laccoto (PD e promotore del disegno di legge sulla ripubblicizzazione del servizio), Maira (UDC) e il Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana Cascio (PDL). Gli interventi dei Sindaci e amministratori ospiti sono stati riassunti dall'On. Domenico Giannopolo che ha ribadito il no alla privatizzazione e ha chiesto con forza che il Parlamento Siciliano discuta realmente questa materia. Fatto sta che erano presenti numerosi sindaci e amministratori della Sicilia e che tutti i relatori si sono detti contrari alla privatizzazione, addirittura giudicandola un errore. Concordi, tutti, che a settembre il Parlamento Siciliano debba affrontare la materia. Ci si chiede quindi due cose:
1 - Come mai tutti sono contrari però si privatizza?
2 - Come mai prima fanno le cose e poi dicono che le cose che hanno fatto sono sbagliate?
In fine, condividendo e facendo mia l'esposizione del Sindaco Giannopolo e di tutti gli amministratori per l'acqua pubblica, affermo che “l'acqua non sarà mai privatizzata, che lo vogliano o no questi signori che sopra ho elencato”. I cittadini possono stare al sicuro e navigare in acque serene perchè la nostra acqua resterà sempre di tutti: pubblica e libera.


Massimiliano Cerra

lunedì 6 luglio 2009

LA SAGRA DEL PANE IN ONORE A SAN CALOGERO EREMITA

Di grande richiamo è stata la festa alla quale sono accorsi i cittadini da tutta la provincia palermitana.nel corso dell'intero anno, in tutti i paesi madoniti, dai più grandi ai più piccoli, si svolgono una serie di manifestazioni ricche di complessi riti cerimoniali. È il caso della festa di San Calogero, a Caltavuturo. In questo piccolo e suggestivo centro, posto sul versante meridionale delle Madonie, per San Calogero, le donne di ogni famiglia preparavano, per grazia ricevuta o da ricevere, del pane in forme plastiche molto raffinate, raffiguranti bambini, animali domestici, mani, piedi, ecc. Proprio prendendo spunto da questa tradizione, alcuni anni addietro la confraternita di San Calogero, organizzatrice della festa, ha ideato la Sagra del Pane, una manifestazione a carattere religioso-folcloristico che si svolge contemporaneamente alla tradizionale festa di San Calogero. Oggi, così come in passato, i festeggiamenti si svolgono nella Chiesa dell'Immacolata e iniziano il sabato che precede il cinque luglio per concludersi la successiva domenica sera alle ore 18.00 con la processione del simulacro nero per le vie cittadine. Nel pomeriggio di sabato, nella piazza accanto la Chiesa dell'Immacolata, viene celebrata una Santa Messa e benedetto il pane, alla presenza di numerosi devoti, molti dei quali giungono dai paesi vicini, soprattutto Scillato e Sclafani Bagni, per effettuare il "viaggio" con le "offerte" a San Calogero. In chiesa, giungono tutti con una cesta, più o meno grande, contenente del pane realizzato in casa e utilizzando lievito naturale, mentre al posto del solito sale all’impasto viene aggiunto un pizzico di zucchero. Le ceste vengono disposte dinanzi all'altare, su di un grande tavolo costruito per l'occasione, visto che, in questi ultimi anni, la cerimonia religiosa, per far fronte all'innumerevole presenza di devoti, si svolge all'aperto. Poco prima dell'inizio della Messa si ode, in lontananza, la musica della banda locale “Maria SS. Del Soccorso” che da ormai venti anni ha sfatato il detto “Caltavuturo un ne natu pa musica”. Da sottolineare che:
- Sabato 04 luglio 2009 presso l’anfiteatro si è svolto lo spettacolo musicale “AKRAM IN CONCERTO”.
- Domenica ore 16.00 ha preso il via la tradizionale ed ormai ultra decennale corsa dei bambini in via Riscossa. Inoltre alle ore 22.00 presso l’anfiteatro comunale la compagnia teatrale “Armonia” di Cefalù ha concluso i festeggiamenti.
CONCEDETEMI UN PARTICOLARE: DA QUASI SEMPRE LA FESTA DI SAN CALOGERO VIENE COADIUVATA DAL SIGNOR PASQUALE FRISA CHE SI INTERESSA E COLLABORA CON IL TESORIERE ALLA REALIZZAZIONE DELLA FESTA.

Salvatore Sciortino

mercoledì 1 luglio 2009

I FESTEGGIAMENTI DI S.CALOGERO

Pubblichiamo il programma dei Festeggiamenti in onore di S. Calogero eremita che si svolgeranno a Caltavuturo dal 29 giugno al 5 luglio 2009.
La Redazione