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giovedì 30 maggio 2013

ALZIAMO UN MURO CONTRO LA MAFIA

Un comunicato stampa dell’Assessore Massimiliano Cerra ci porta a conoscenza dell’iniziativa intrapresa dall’ Amministrazione presieduta dal Sindaco Calogero Lanza (nella foto), Murales ‘ALZIAMO UN MURO CONTRO LA MAFIA’.
Il Comune di Caltavuturo aderisce all'iniziativa dell'Assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia di Palermo.
E' possibile partecipare al concorso per la progettazione di murales (e alla successiva realizzazione in loco - nei Comuni che hanno aderito) aventi come tema l'antimafia.
L'avviso in cui è descritta l'intera modalità di partecipazione è scaricabile a partire da stasera dal sito del Comune di Caltavuturo: www.comune.caltavuturo.pa.it. Il bando è stato pubblicato oggi dalla Provincia e scade il 3 giugno 2013.

Salvatore Sciortino

sabato 11 maggio 2013

Frate Umile da Petralia Soprana e il Crocifisso di Caltavuturo


Lo scorso 4 maggio, in concomitanza con la festa del Crocifisso, si è tenuta presso i locali del Museo Civico una conferenza sulla figura di Frate Umile da Petralia Soprana, autore del Cristo in croce conservato nella chiesa del Convento di Caltavuturo. Relatore dell’incontro è stato il sig. (i titoli professionali bisogna averli conseguiti per vantarsene!) Felice Dell’Utri, autore a suo tempo insieme a Rosolino La Mattina di una monografia sul frate scultore, che per l’epoca (1987) poteva rappresentare un buon repertorio di partenza per lo studio della scultura francescana del Seicento, ma oggi essa è ampiamente superata dai nuovi studi che si sono succeduti negli ultimi due decenni. Questo anacronismo degli studi presentati è stato manifesto anche nella mostra fotografica allestita in contemporanea in altri locali sempre del Museo Civico, dove sono state esposte delle vecchie foto di opere, molte delle quali ormai restaurate, e soprattutto con attribuzioni oggi non più accettabili per frate Umile, come il Crocifisso di Castelbuono, quello di Termini e molte altre.
Vorrei tralasciare, dunque, i contenuti poco interessanti dell’intervento, come pure mi pare poco opportuno replicare alle considerazioni non troppo lusinghiere espresse nei miei confronti (per dirla con Manzoni: «Ai posteri l’ardua sentenza»!), e vorrei invece dire qualcosa sul Crocifisso di frate Umile conservato a Caltavuturo, di cui si è fatto appena cenno durante l’incontro del 4 maggio.
Per quanto attualmente ne sappiamo, la prima volta che l’opera caltavuturese viene ricordata dalla storiografia è nel testo di fra’ Benedetto Passafiume, De Origine Ecclesiae Cephaleditanae... (1645), dove a pagina 59, parlando del Convento di Santa Maria di Gesù fondato dai francescani Osservanti Riformati nel 1625, a un certo punto si legge che «in quella chiesa si venera la Santa Immagine del Signore Crocifisso delineata da Frate Umile di Petralia».
Il Crocifisso di Caltavuturo è ricordato poi da fra’ Pietro Tognoletto nella sua “Opera Summa” sull’Ordine minorita Riformato in Sicilia (pubblicato postumo nel 1681), che mette l’opera al secondo posto in un elenco di trentatre crocifissi tutti realizzati, secondo lo storico palermitano, da Frate Umile. Appare ovvio che l’elenco proposto dal Tognoletto non può minimamente essere preso in considerazione dal punto di vista della cronologia delle opere, non era questo il suo intento, come pure il numero di opere elencate appare evidentemente emblematico e non reale. Uno scritto come quello del Tognoletto, che si può pienamente inserire nel genere letterario delle agiografie controriformiste del Seicento, va correttamente interpretato e non preso alla lettera, ma per far ciò ovviamente ci vogliono competenze adeguate. Un documento o una fonte è inutile o addirittura fuorviante se non si sa interpretare correttamente, ma noi storici dell’arte abbiamo dalla nostra un’arma in più, infatti i nostri primi documenti sono le opere stesse, che ci danno indicazioni al pari, o forse più, di una fonte scritta. Inoltre penso che non ci sia nulla di più avvilente del vedere trattare le opere d’arte, le sculture di frate Umile in questo caso, come pura tecnica esecutiva, che è il livello di lettura più basso dentro l’infinito mondo di linguaggi che l’opera d’arte racchiude in sé. Ciò che appare da questo tipo di supponenza e che Frate Umile abbia fatto i suoi crocifissi con lo stampino e quindi essi sono tutti uguali, l’importante è verificare le rispondenze tecniche o, peggio ancora, iconografiche. Evidentemente le cose non stanno così.
Cercando allora di inserire il Crocifisso di Caltavuturo nel percorso artistico di Frate Umile, rispetto a quanto sostenuto finora, io ritengo che esso non possa trovare assolutamente posto fra le opere giovanili del Pintorno, essendo totalmente distante dal naturalismo espressionista ad esempio del Crocifisso di Petralia Soprana, come pure sembra molto difficile che la nostra opera possa precedere il Crocifisso di Collesano, datato 1635, già più composto rispetto a quello di Petralia ma ancora legato a quella prima fase realizzativa. Assai vicini al nostro Crocifisso appaiono invece le opere Calabresi e il Crocifisso di Polla, mentre per la Sicilia il Crocifisso di Sant’Antonino a Palermo, opera lasciata incompiuta dal Pintorno e poi completata dai suoi collaboratori. Tutte queste opere, compresa quella di Caltavuturo, manifestano un mutato linguaggio del frate scultore, legato adesso ad un classicismo pieno e maturo, probabilmente acquisito durante il viaggio in terraferma (1636 – 1637), dove ormai le ferite sempre evidenti ed abbondanti non disturbano più la pacata serenità dell’immagine. Anche il panneggio del perizoma si fa più morbido e sembra risentire di quanto nel frattempo andava realizzando l’altro grande protagonista della scultura francescana della prima metà del Seicento, frate Innocenzo da Petralia Sottana. La datazione più convincente per il Crocifisso di Caltavuturo, tenendo conto anche dei tempi relativi alla costruzione del convento e della chiesa annessa (cfr. Caltavuturo. Atlante dei beni culturali, ed. L. Romana, Caltavuturo 2009, pp. 128-131), mi sembra essere dunque tra la fine del 1637 e la prima metà del 1638, cioè negli ultimi anni della vita di frate Umile, che muore il 9 febbraio del 1639.
Vorrei concludere questo mio breve intervento ritornando sulla sera del 4 maggio. Non tutto è stato negativo. Molto interessante è stato infatti l’intervento di apertura della dottoressa Maria Grazia Muscarella sull’estetica, nel senso più alto del termine, della rappresentazione del Cristo sofferente, con l’unica pecca che è stato troppo breve: si poteva dare più spazio a questa tematica senz’altro più stimolante del resto.
Giuseppe Fazio

giovedì 9 maggio 2013

Convegno su l’Abbazia di San Giorgio a Gratteri


Organizzato da SiciliAntica, in collaborazione con l’Università della Tuscia di Viterbo e con il patrocinio del Comune di Gratteri, si terrà sabato 11 maggio 2013 con inizio alle ore 9,00 il convegno dal titolo “L’Abbazia di San Giorgio a Gratteri nel contesto dell’Architettura ruggeriana”.
L’incontro si terrà presso la sala conferenze del centro diurno “Francesca Morvillo” a Piazza Ungheria a Gratteri.
Il programma dei lavori prevede i saluti di Melina Greco, presidente della sede di Cefalù di SiciliAntica e del sindaco di Gratteri Giuseppe Muffoletto. Farà seguito la tavola rotonda moderata da Alfonso Lo Cascio, della Presidenza regionale SiciliAntica. La prima relazione sarà dell’architetto Tania Culotta che parlerà su “L’Abbazia di San Giorgio: storia e progetti” a cui farà seguito l’intervento dell’archeologo Amedeo Tullio che parlerà dell’indagine archeologica.
La relazione successiva sarà quella di Pietro Longo, Presidente di Italia Nostra di Palermo, che terrà un intervento su “Conservazione e salvaguardia dei beni culturali: la valorizzazione di San Giorgio”, mentre Salvatore Fodale, docente di storia medievale presso l’università degli studi di Palermo, parlerà su “La chiesa di San Giorgio a Gratteri”. Altro intervento previsto sarà quello di Ruggero Longo, ricercatore di storia medievale presso l’università degli studi della Tuscia di Viterbo, che parlerà su “Traduzione e innovazione della Chiesa di San Giorgio a Gratteri”, mentre Francesco Capitummino, dell’università degli studi della Tuscia di Viterbo, terrà una relazione dal titolo “L’Abbazia di San Giorgio a Gratteri. La prima fondazione cistercense nel regno di Sicilia”. Le conclusioni sono affidate a Maria Andaloro, docente di storia dell’Arte presso l’università degli studi della Tuscia di Viterbo.
A conclusione della tavola rotonda si terrà la cerimonia di intitolazione di una strada di Gratteri alla memoria dell’architetto Pasquale Culotta, già preside della facoltà di architettura di Palermo. Nel pomeriggio, subito dopo il pranzo, è prevista la visita guidata all’Abbazia di San Giorgio che concluderà la giornata. Per informazioni: Tel. 0921 423641 Cell. 347 3363088.
SiciliAntica
Sede di Cefalù

Conferenza su Frate Umile da Petralia


Giorno 4 maggio si è svolta presso il Museo Civico “Don Giuseppe Guarnieri” una conferenza su ”Frate Umile da Petralia” tenuta dallo storico dell’arte Felice Dell’Utri (nella foto il secondo da destra). La conferenza inaugurava una mostra fotografica di Carmelo Bosco (nella foto il primo da destra) sui Crocifissi di Frate Umile.
La conferenza del Dell’Utri, a parte le solite notizie sullo Scultore madonita, nulla ha detto di nuovo sul nostro Crocifisso del Convento, ma ha sicuramente impressionato il pubblico presente per uno sfogo personale verso uno studioso madonita che ha criticato uno studio monografico su un allievo di frate Umile. Ecco le testuali parole: «Tempo fa, pubblicarono un articolo in una rivista specializzata. Questo articolo riguardava un allievo  di Umile da Petralia, Innocenzo da Petralia. Allora, una parentesi, -dal profondo della mia cattiveria ora rispondo.  Dico a voi quelle parole che allora disse quello scrittore - una modesta tesi di laurea, nella sostanza – riferendosi alla monografia su Innocenzo da Petralia edita dalla Lussografica:“una pretenziosa monografia”. Allora il pretenzioso autore si chiede come mai il Tognoletto non parla di Innocenzo mentre parla di Umile? Da nisseno autentico ci dico “tu sì sceccu!”. Perchè in questo catalogo il Tognoletto è interessato solo ai santi dell’ordine, ai beati dell’ordine e non fa cenno ad altri artisti ... ».
Francamente da uno che si dichiarava un grande ammiratore dell’umiltà di Frate Umile un esordio simile nessuno se l’aspettava: tanta acredine e “cattiveria” - confessata dal medesimo -.
 Forse le immagini dei combattenti del teatro dei pupi hanno avuto il sopravvento nel suo animo rispetto alla non-violenza delle opere di Frate Umile. Personalmente ci sono rimasto molto male anche perché quel tal studioso definito “sceccu” era mio ospite e non credo che meriti un tale giudizio, poiché il dottor Giuseppe Fazio, attualmente è dottorando presso l’Università degli studi di Padova, ha pubblicato lavori di un certo livello scientifico e gode di ampia stima tra i più importanti studiosi d’arte della Sicilia.
TerraNova tra non molto pubblicherà una legittima replica del dr. Fazio al Dell’Utri.
Ritengo che qualsiasi studioso serio per difendersi da eventuali critiche dovrebbe elaborare nel suo cervello buoni argomenti e non offese gratuite.
Anche la mostra fotografica di fatto non era di livello eccellente, infatti non si poteva restare delusi osservando le vecchie foto di opere restaurate già da diversi anni.
Luigi Romana

sabato 27 aprile 2013

Quando il Progresso è Regresso



L'occhio-obiettivo di Giancarlo Romana coglie frammenti di paesaggio deturpato ora da oggetti che prima avevano avuto vita, perché utilizzati dall'uomo per soddisfare le sue esigenze; ora da costruzioni che avrebbero dovuto svolgere una propria funzione e che invece sono rimaste in-finite o in-utilizzate.
Le foto, che in alcuni scorci sembra siano state scattate a Kabul o a Tunisi, trasmettono una sensazione di frustrante impotenza, di angoscioso abbandono e di tristezza senza speranza.
Il paesaggio colpisce la sensibilità di chi ha in mano la macchina fotografica al punto da voler a sua volta trasmettere tali sensazioni a chi osserverà le immagini...
Piero Monteleone


Rocca di Sciara è certamente una delle più piccole montagne che compongono le Madonie, perfino separata dalle sue “sorelle maggiori” dal Fiume Grande, l’Imera. Questa sua distinzione morfologica le conferisce anche alcune caratteristiche eccezionali sia  dal punto di vista geologico che dal punto di vista paesaggistico. Proprio a motivo della sua separazione, osservandola da ciascuno dei quattro punti cardinali se ne possono avere varie immagini; la si può scalare attraverso quattro diverse vie, e, guidati da esperti geologi, di ogni versante si possono ammirare le sue straordinarie peculiarità geologiche: grotte carsiche, diaspri, conglomerati, calcari di vari tipi, radiolariti... un capolavoro naturale frutto di trasformazioni avvenute nell’arco di milioni di anni. Per gli amanti della montagna Rocca di Sciara rappresenta un’attrazione per ogni categoria di escursionista, dal dilettante all’esperto free-climber.
Uno dei sentieri più suggestivi è certamente quello di contrada Rinzino. Varie essenze mediterranee pennellano di verde i piccoli e grandi massi che costeggiano il primo tratto di sentiero, mentre il profumo di piante aromatiche sorprende l’olfatto. E la fatica di chi si arrampica riceve sollievo dallo spettacolo delle Madonie, dall’inattesa apparizione del paese visto dall’alto...
Ma l’inizio del sentiero è quanto di più mortificante possa esistere sulla faccia della terra. I segni ed i resti della cava dismessa, sporcizie e rifiuti di ogni specie danno la misura di come e quanto l’uomo sia capace di deturpare, inquinare e mortificare un ambiente naturale. Questo contrasto tra il lato bello della natura e il lato peggiore dell’incultura viene messo a fuoco dall’obiettivo del nostro concittadino Giancarlo Romana. Troppo e per troppo tempo la contrada del Rinzino è stata degradata. E le responsabilità vanno equamente assegnate sia al pubblico che al privato. Il Comune è stato il primo a dare il cattivo esempio, poiché per anni quella contrada è stata utilizzata  come discarica abusiva; i cittadini ne hanno seguito le orme conferendo lì ogni sorta di rifiuto. Ha fatto bene Giancarlo a scegliere il bianco e nero per queste foto: quando si inquina e si deturpa, la natura perde i suoi colori; e le materie non biodegradabili  insieme con gli elementi inquinanti imprimono il nero marchio della morte non come rischio ma condizione presente. La mostra di Giancarlo Romana rappresenta un forte richiamo civile alla coscienza di tutta la cittadinanza. Non è lecito continuare su questa via. Non è corretto maltrattare in questo modo un ambiente naturale. Non è da persone intelligenti sciupare un bene naturalistico sì prezioso. Occorre cambiare atteggiamento nei confronti dei rifiuti, poiché gli schemi dei secoli passati non funzionano più, anzi producono seri danni irrimediabili.
Sono convinto che la cittadinanza debba essere grata a Giancarlo Romana perché con queste quattro foto ci ha aperto gli occhi su una faccenda paesana molto delicata, su un problema rimosso.
Ma occorre riconoscere Il bello e il brutto di queste foto. Giancarlo ha fatto delle belle foto che mostrano delle brutte cose. Questo è l’enigma dell’arte fotografica: il contrasto tra bianco e nero, tra bello e brutto, tra denuncia di una prassi e appello al cambiamento, tra passato colpevole e futuro responsabile. Queste foto gridano la speranza di un possibile cambiamento. Invocano una risposta, essa dipende solo dalla volontà umana.
Luigi Romana

La mostra di Giancarlo Romana verrà inaugurata sabato 4 maggio 2013 alle ore 18,30 presso l’alter ego di Caltavuturo.

venerdì 5 aprile 2013

Si parla dell’Antica Età del Bronzo e i rapporti con il mondo Egeo al Corso di Archeologia Preistorica organizzato da SiciliAntica


Nuova lezione del Corso di Archeologia Preistorica organizzato dall’Associazione SiciliAntica in collaborazione con il Parco Archeologico di Himera. L’incontro che si terrà sabato 6 aprile 2013 alle ore 16,30, presso l’auditorium del Liceo scientifico “N. Palmeri” a Termini Imerese, affronterà il tema L’Antica Età del Bronzo e i rapporti con il mondo Egeo e sarà tenuto da Massimo Cultraro, Archeologo e Ricercatore CNR. A coordinare l’incontro Alfonso Lo Cascio, della Presidenza Regionale di SiciliAntica.
Il Corso di Archeologia Preistorica prevede dieci lezioni che spaziano dal Paleolitico all’arte preistorica in Sicilia, dal Neolitico alla metodologia dello scavo, dall’Eneolitico ai riti funerari. Inoltre sono previste visite guidate alle grotte preistoriche di Termini Imerese, al Museo archeologico di Partanna e alla C.da Stretto, al Museo Archeologico di Lipari e all’area archeologica, al villaggio preistorico dei Faraglioni di Ustica e al Museo archeologico e all’area archeologica di Pantelleria. Alla fine del Corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione Per informazioni: SiciliAntica, Via Ospedale Civico, 32 - Termini Imerese Tel. 091 8112571 - 346 8241076 E-mail: terminiimerese@siciliantica.it.
Fin dalle prime ricostruzioni ed interpretazioni della preistoria siciliana proposte da Paolo Orsi agli inizi del Novecento, il tema delle relazioni tra l’isola e il mondo egeo è stato al centro di un vivace dibattito tra gli studiosi. La conversazione affronterà i principali aspetti che riguardano la natura e la dimensione storica del fenomeno dei contatti avviato, a partire dal 1650 circa a.C. in date calibrate, dai primi prospectors egeo-elladici in direzione del Mediterraneo centrale. Le più recenti indagini di laboratorio su alcuni manufatti di importazione permettono di far luce su aspetti della ricerca archeologica finora trascurati, come le sostanze organiche contenute all’interno dei vasi, fornendo insospettabili dati sulla conoscenza dell’alimentazione delle comunità siciliane nell’età del Bronzo.
Vengono presentati i risultati sulla ricostruzione dell’antica marineria micenea lungo le coste siciliane, che aiutano a comprendere il ruolo di primo piano svolto dalla Sicilia nel sistema dei contatti a lungo raggio tra diverse parti del Mediterraneo nel corso del II millennio a.C.
Massimo Cultraro è archeologo, primo ricercatore (senior researcher) presso l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Catania. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere Classiche presso l’Università di Catania, si è specializzato in archeologia preistorica dell’Egeo presso la Scuola Archeologica Italia di Atene. Dottore di ricerca presso l’Università di Pisa, si è perfezionato in Preistoria Egea presso la Scuola di Atene, dove ha vissuto fino al 1999 collaborando ad attività di scavo e ricerche con istituzioni greche e internazionali. Professore a contratto presso le Università di Perugia e di Cagliari, dal 2003 insegna Civiltà Egee presso l’Università di Palermo. È componente del collegio di dottorato in Territorio e Cultura presso l’Università di Tor Vergata a Roma. Ha operato in numerose missioni di scavo in Grecia, nell’isola di Creta (Festòs e Haghia Triada) e a Lemnos, dove dal 1992 è responsabile scientifico delle esplorazioni nella collina settentrionale dell’abitato preistorico. Visiting Professor presso la Brown University di Providence, Rhode Island (USA), vi è tornato come Senior Researcher grazie ad una borsa CNR-NATO; è membro dell’American Archaeological Society. Attualmente ha un progetto di studio sul collezionismo di materiali preistorici dalla Sicilia dispersi, nel corso dell’Ottocento, in varie località europee.  All’interno del CNR si occupa di tecnologie digitali nel settore della comunicazione dei Beni Culturali, facendo parte della delegazione italiana presso l’Expo di Shanghai in Cina (giugno 2010). Nel 2007 gli è stata affidata la direzione scientifica del progetto ‘Il Museo Virtuale dell’Iraq’, un’iniziativa scientifica congiunta tra CNR e Ministero degli Esteri finalizzato alla restituzione al vasto pubblico del patrimonio archeologico dell’antica Mesopotamia dopo le devastazioni belliche del 2003. Il progetto, ora disponibile online www.virtualmuseumiraq.cnr.it, è stato prescelto a rappresentare le eccellenze scientifiche italiane ai lavori del G8 degli Enti di Ricerca tenutosi a Venezia nel maggio 2009. Dal 2010 è componente della commissione ministeriale L. 6/2000 del MIUR per la diffusione della cultura scientifica e tecnologica italiana. Autore di un oltre centinaio di lavori su riviste scientifiche nazionali e internazionali, ha scritto due saggi su argomenti legati alla preistoria egea e, di prossima uscita, è il volume su Troia e le sue guerre.
SiciliAntica
Sede di Termini Imerese

giovedì 3 gennaio 2013

SiciliAntica scrive a Zichichi: subito un piano di tutela dei beni culturali


La Presidenza regionale di SiciliAntica ha scritto all’Assessore Regionale ai Beni Culturali Antonino Zichichì chiedendo la redazione di un piano di tutela del patrimonio culturale siciliano che giorno dopo giorno viene depauperato.
“E di tutta evidenza – scrive SiciliAntica - il danno che quotidianamente viene perpetrato al patrimonio della regione, fra scavi clandestini e distruzioni provocate da attività edilizie (a volte anche regolarmente autorizzate da Comuni che ignorano l’importanza archeologica e/o i vincoli ambientali). La Provincia di Enna, solo per fare un esempio, ha 20 comuni ad alta densità archeologica, non solo Piazza Armerina, Morgantina e Centuripe: vi sono siti archeologici altrettanto importanti anche negli altri comuni meno noti . La Soprintendenza, che ha l’onere della tutela, è priva del responsabile del servizio beni archeologici e dispone di un solo archeologo che dovrebbe difendere un territorio esteso oltre duemilacinquecento chilometri quadrati. Ma Enna è solo la provincia più piccola della Sicilia, le altre otto vivono situazioni analoghe”.
Fra le proposte che la Presidenza di SiciliAntica sottopone al nuovo assessore figurano l’istituzione della figura professionale dell’Archeologo Comunale o intercomunale, funzionario della Soprintendenza, distaccato presso gli uffici tecnici di tutti i Comuni siciliani con il compito di “presidiare” il territorio e assicurare una tempestiva e efficace azione di tutela. Oltre all’utilità culturale e scientifica di tale proposta, SiciliAntica ritiene che sarebbe un’importante opportunità occupazionale per centinaia di giovani laureati, ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi senza prospettive professionali.
Altre proposte per raggiungere l’obiettivo, ambizioso ma realistico, di dare una sferzata all’economia dell’isola:
- richiesta all’Unesco di inserire la Sicilia, nella sua totalità, fra i patrimoni dell’umanità;
- abolizione della normativa che ha istituito 26 parchi territoriali e che ha provocato una scriteriata e inutile frammentazione, restituendo così alle Soprintendenze sia potere decisionale sia le competenze territoriali perdute;
- la creazione in tutti i centri che ne siano sprovvisti, di un Museo comunale.
- istituzionalizzazione del ruolo del volontariato archeologico nelle attività di tutela e di emergenza.
Nella foto: la dea di Morgantina, l’ultima opera d’arte ritornata in Sicilia dopo essere stata esportata clandestinamente all’estero.
SiciliAntica

sabato 22 dicembre 2012

PRESEPE IN CARTA PESTA A CALTAVUTURO



Durante il periodo Natalizio è stato esposto nella Chiesa Madre, precisamente sull’Altare maggiore, un Presepe in carta pesta, rappresentante la natività.
Questo bellissimo lavoro è nato da una proposta del Parroco Don Nicola Crapa, e in un paio di settimane, un gruppo di giovani e bambini, coordinato da Agnese Monteleone e Anna Frisa, con la fattiva collaborazione da parte di Antonio la Russa e Marco Valenza, si è giunti a questo capolavoro che inorgoglisce tanto tutti i fedeli di Caltavuturo perché rappresenta un presepio nato dall’arte locale e dalla buona volontà dei giovani.
Salvatore Sciortino

venerdì 30 novembre 2012

Terra Nova n° 10 novembre 2012



Pubblichiamo il n° 10 novembre 2012 del nostro giornale cartaceo.
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Tiratura 1.000 copie. Buona lettura.
La Redazione

giovedì 1 novembre 2012

Termini Imerese, SiciliAntica organizza una visita guidata alla Villa romana del Casale e “Tour dei Cavalieri” a Piazza Armerina



Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa dell’Associazione SiciliAntica, sede di Termin Imerese. Nella foto particolare dei mosaici della Villa romana del Casale.

Nell’ambito dell’Operazione conoscenza l’Associazione SiciliAntica organizza, per Domenica 4 novembre 2012, una visita guidata a alla Villa romana del Casale edificata nel III- IV secolo d.C., uno dei gioielli più preziosi lasciato dalla civiltà romana in Sicilia. Recentemente riaperta al pubblico, dopo circa sei anni di laboriosi restauri, la Villa presenta all’esterno, agli occhi del visitatore che si appresta a entrarvi, gli edifici dell’Atrium e della Basilica, che, in tal modo, gli vengono incontro come doveva avvenire in antico. La nuova copertura, progettata e realizzata dall’architetto Guido Meli, con la supervisione dell’Alto Commissario Vittorio Sgarbi, presenta i contorni e le linee che definiscono i volumi degli antichi ambienti. All’interno si è voluto creare non semplicemente un nuovo “percorso” che rendesse fruibile la Villa, ma superare una pura filosofia della conservazione, per far entrare il visitatore nell’habitat “domestico”, i cui mosaici parlano continuamente dell’“abitare urbano”. I nuovi passaggi più larghi, capienti e agevoli per i visitatori, consentono di apprezzare non soltanto i pavimenti musivi, ma anche gli affreschi e gli elementi architettonici, delle stanze rimasti in loco, che aiutano a decifrare la tipologia d’uso degli ambienti interni alla Villa. Inoltre, la nuova copertura in legno e in materiale ultraleggero ricostruisce il soffitto a céntina come doveva essere in antico.
Nel pomeriggio è prevista la visita guidata a Piazza Armerina, attraverso un "tour dei cavalieri", che prevede la visita del Gran Priorato di Sant'Andrea, la chiesa più antica della città. All’interno una serie di affreschi, databili dal XII al XV sec., assegnano al monumento uno dei primi posti nella storia della pittura medioevale siciliana. Inoltre visita alla Commenda dei cavalieri di Malta così denominata perché fu dal 1380 Commenda dell'Ordine cavalleresco degli Ospitalieri di S. Giovanni. Fu costruita in conci squadrati e in asciutte forme gotiche tra la fine del 1100 e l'inizio del 1200 dai Cavalieri di Gerusalemme. Inoltre visita alla Chiesa del Carmine costruita sulle rovine di un'altra più antica, risalente al XV sec.; di questa resta l'elegante campanile quadrato in pietra calcarica su tre ordini, con finestre a modanature catalaneggianti e coronato da merli. Una tradizione locale riferisce che, prima dell'arrivo dei Carmelitani (1332), il luogo fu occupato da una Casa dell'Ordine dei templari. Infine la Cattedrale che domina con la sua mole la città e si innalza sul luogo stesso su cui sorgeva dal XV. sec. un'elegante chiesa in stile gotico-aragonese, arricchita di una superba torre campanaria e di un arco marmoreo gaginesco nel battistero. All’interno del Duomo opere attribuite alla scuola dei Gagini, dipinti di Filippo Paladino e dello Zoppo di Gangi. Il presbiterio contiene una grande custodia in argento sbalzato che custodisce una «Madonna» bizantineggiante, detta Maria SS. delle Vittorie, e identificata dalla tradizione locale con il Vessillo che il conte Ruggero ebbe consegnato dal Papa Alessandro II perché lo spiegasse contro i Saraceni.
Per informazioni: Tel. 346.8241076 – 091.8112571 Email: terminiimerese@siciliantica.it.

SiciliAntica
Sede di Termini Imerese

venerdì 28 settembre 2012

Terra Nova: inserto del n° 8 settembre 2012






Pubblichiamo l’inserto di Terra Nova del n° 8 settembre 2012.
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La Redazione

giovedì 27 settembre 2012

Terra Nova n° 8 settembre 2012



Pubblichiamo il n° 8 settembre 2012 del nostro giornale cartaceo.
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La Redazione

mercoledì 5 settembre 2012

Mostra personale dei maestri Soriano e Messina



La Pro Loco “Phiale aurea”, con il patrocinio del Comune di Caltavuturo, ha il piacere di invitarvi alla mostra con le personali di Salvatore Tonnicodi, in arte Soriano, maestro del cesello ed Antonino Messina, maestro del ferro battuto. Coerentemente con i propri fini statutari, l’Associazione con quest’allestimento intende promuovere l’artigianato locale ma soprattutto tutti quegli artigiani che con caparbietà sono riusciti a ritagliarsi faticosamente una nicchia, all’interno del panorama locale.
Soriano, dotato di un notevole spunto artistico, nella giovinezza con le sue opere è stato presente in numerose mostre personali e collettive anche al nord Italia; superata una fase travagliata della sua vita che lo ha portato ad interrompere la sua produzione artistica, oggi ritorna motivato più che mai, riprendendo in mano martello e cesello, proponendo un saggio della sua abilità che, per essere veramente apprezzata, va vista oltre le semplici apparenze.
Il sig. Messina, artigiano di lungo corso, oggi forse l’unico a perpetrare ancora la sua passione, pur terminata l’attività professionale; l’hanno scorso abbiamo ammirato la sua Phiale artigianale all’interno della mostra, sempre curata dalla Pro Loco, “la Phiale aurea nell’arte di Caltavuturo” e da questa abbiamo apprezzato quanta cura e dedizione mette nelle sue opere, con una ricerca approfondita del dettaglio.
Venerdì 7 settembre 2012 alle ore 19,00 in Piazzetta Cavalieri di Vitt. Veneto ti aspettiamo per inaugurare, insieme a te, la mostra che rimarrà aperta fino a lunedì 10 settembre 2012.
Antonino Granata
Presidente Pro Loco Caltavuturo